Intelligenza Artificiale per Docenti - TFA Tirocinio Formativo Attivo - Formazione e Strumenti per Docenti e Studenti

Giuseppe Chierchia, docente, enogastronomo, formatore e professionista dell’innovazione e dell’inclusione. 
Il mio percorso nasce dall’incontro di esperienze apparentemente lontane tra loro, tra tecnologia, formazione, mondo ferroviario, impresa, cultura ed enogastronomia, che nel tempo hanno trovato un punto di convergenza naturale: la scuola e la persona.
Sono nato in Germania e cresciuto in Italia, portando con me una formazione umana e professionale maturata attraverso esperienze diverse, spesso complesse, che mi hanno insegnato il valore della disciplina, della responsabilità e soprattutto della capacità di adattarsi al cambiamento.La mia storia professionale prende avvio dall’esperienza militare, per proseguire nel settore ferroviario e approdare successivamente al mondo dell’imprenditoria e dell’innovazione tecnologica. È però nel mondo della scuola e della formazione che ho trovato la mia dimensione più autentica: un luogo nel quale competenze, esperienza e passione possono trasformarsi in qualcosa di più grande, contribuendo alla crescita degli altri.

Tecnologia e scuola: una vocazione nata sul campo
Sul finire degli anni ’90 ho fondato e guidato una società di servizi informatici rivolta principalmente alla Pubblica Amministrazione e alle istituzioni scolastiche, occupandomi di progettazione e gestione delle reti informatiche, cybersecurity, privacy, sistemi gestionali e processi di digitalizzazione.
In quegli anni ho ricoperto anche il ruolo di tecnico Axios per le segreterie scolastiche e di formatore, affiancando numerosi istituti nell'adozione e nella gestione degli strumenti informatici destinati alla modernizzazione dei processi amministrativi.
È stata una palestra professionale straordinaria. Lavorare direttamente all’interno delle scuole mi ha permesso di comprendere che l’innovazione tecnologica non può essere ridotta alla semplice introduzione di nuovi strumenti: deve partire dall’ascolto delle persone, dalla conoscenza dei problemi reali e dalla capacità di trasformare la tecnologia in una risorsa concreta.
Parallelamente ho continuato a investire nella mia formazione, conseguendo diplomi, certificazioni, qualifiche e abilitazioni, costruendo nel tempo un profilo professionale trasversale.Ho avuto così l’opportunità di formare docenti, personale amministrativo e studenti su temi quali privacy e sicurezza, piattaforme digitali, coding, robotica educativa, dematerializzazione e innovazione dei processi.
Ma la formazione, per me, non è mai stata un processo a senso unico.
Ogni aula è stata anche la mia aula. Ogni persona incontrata mi ha insegnato qualcosa.

Dalla tecnologia alla cattedra
L'ingresso nella scuola come docente di ruolo nell’area dell’enogastronomia ha rappresentato una vera svolta.
Per la prima volta ho potuto riunire in un'unica esperienza professionale competenze che avevano viaggiato a lungo su strade parallele: la tecnologia, la formazione, l'organizzazione e la cultura del cibo.
Essere docente significa, prima di tutto, educare. Significa accompagnare ragazze e ragazzi nella costruzione delle proprie competenze, ma soprattutto aiutarli a sviluppare curiosità, senso critico, autonomia e consapevolezza.
Per questo considero la didattica un processo vivo, nel quale l'innovazione metodologica e tecnologica devono essere al servizio della persona e non il contrario.
In classe ho portato naturalmente anche la mia esperienza nel campo informatico, sperimentando metodologie innovative e promuovendo un approccio consapevole alle nuove tecnologie.
Tra le esperienze più significative vi è stata la sperimentazione didattica sull’intelligenza artificiale, finalizzata non semplicemente a insegnare agli studenti come utilizzare nuovi strumenti, ma a sviluppare la capacità di interrogarsi sul loro funzionamento, sulle opportunità e sui rischi.
Vedere gli studenti trasformarsi da semplici utilizzatori della tecnologia in soggetti attivi, consapevoli e critici rappresenta una delle soddisfazioni più profonde del mio percorso di docente.

Il gusto come cultura e identità
La mia identità professionale non nasce però soltanto dalla tecnologia e dalla scuola.
Sono profondamente legato alla cultura enogastronomica campana, intesa non semplicemente come insieme di prodotti e ricette, ma come patrimonio di storia, territorio, tradizioni, creatività e identità.
Questa passione ha trovato una dimensione concreta anche nel mondo dello street food di qualità, un settore nel quale ho maturato esperienza diretta e che considero una delle espressioni più autentiche della cultura gastronomica contemporanea.
Nel 2007 sono stato tra i fondatori ed ideatore dell’Associazione Culturale Land Of Kaos, della quale ricopro tuttora la carica di Presidente.
L'associazione nasce con l'obiettivo, tra gli altri, di promuovere e valorizzare le eccellenze campane, la cultura del territorio e le sue espressioni artistiche, sociali ed enogastronomiche.
È un'esperienza che mi ha insegnato a guardare il cibo oltre il piatto: dietro un prodotto ci sono persone, territori, tradizioni, lavoro e memoria.
Ed è proprio questa consapevolezza che oggi cerco di trasferire anche nella mia attività didattica: insegnare l'enogastronomia significa insegnare cultura, territorio e identità.

L'innovazione come strumento, non come fine
Le esperienze formative maturate nell'ambito del PNRR e il successivo percorso abilitativo presso l'Università degli Studi di Parma hanno ulteriormente consolidato la mia formazione professionale.
Oggi ricopro con orgoglio l'incarico di Animatore Digitale dell’IIS “Tonino Guerra” di Cervia, assumendo il ruolo di facilitatore e mediatore nei processi di innovazione tecnologica e metodologica dell'istituzione scolastica.
Essere Animatore Digitale significa, per me, molto più che introdurre strumenti tecnologici: significa accompagnare il cambiamento.
Significa sostenere docenti e studenti, favorire la formazione, coordinare iniziative, sperimentare nuove metodologie e contribuire alla costruzione di una scuola capace di affrontare il futuro senza perdere la propria dimensione umana.
La sfida è duplice: costruire una scuola tecnologicamente efficiente e sicura e, contemporaneamente, educare a un utilizzo etico, critico, responsabile e inclusivo delle tecnologie.
Perché l'innovazione, quando diventa fine a sé stessa, perde il suo significato: la tecnologia ha valore soltanto quando riesce a migliorare la vita delle persone.

Intelligenza Artificiale e didattica
Negli ultimi anni il mio interesse professionale si è concentrato in modo particolare sull'Intelligenza Artificiale Generativa applicata all'educazione.
Collaboro con piattaforme e realtà che sviluppano soluzioni di IA dedicate al mondo della scuola, contribuendo alla sperimentazione, alla valutazione e alla diffusione di strumenti che possano offrire un reale supporto a docenti e studenti.
Il mio approccio non è quello di considerare l'IA come una scorciatoia per sostituire il lavoro dell'insegnante.
Al contrario, credo che possa diventare un potente strumento di supporto alla progettazione didattica, alla personalizzazione degli apprendimenti e allo sviluppo dell'autonomia, purché venga utilizzata con consapevolezza e spirito critico.
Da questa convinzione nasce anche il progetto chierchia.eu, un ambiente digitale pensato per rendere più semplice e immediata la fruizione delle risorse utili al docente e allo studente contemporaneo.

Inclusione: progettare una scuola per tutti
L'evoluzione della mia esperienza didattica mi ha portato inevitabilmente a confrontarmi con una delle sfide più importanti della scuola contemporanea: l'inclusione.
La progettazione di materiali didattici ispirati ai principi dell'Universal Design for Learning (UDL) mi ha spinto a proseguire ulteriormente il mio percorso formativo, conseguendo l'abilitazione per l'inclusione degli studenti con disabilità presso il Campus UniLink di Città di Castello sostenendo la tesi sullo “Scaffolding 4.0: L’intelligenza Artificiale Generativa a supporto dell’autonomia e dei diversi stili di apprendimento”.
Per me l'inclusione non significa semplicemente adattare una lezione a chi presenta una difficoltà.
Inclusione significa progettare fin dall'inizio una didattica capace di riconoscere e valorizzare la diversità dei modi di apprendere, delle capacità, dei tempi e delle potenzialità di ciascuno.
Oggi ho acquisito la consapevolezza che “la diversità cognitiva non è un'eccezione da gestire, è la normalità della scuola”. 

Una strada ancora da percorrere
Guardando oggi al percorso compiuto, vedo una storia fatta di molte esperienze, apparentemente diverse, ma unite da un filo conduttore preciso: la ricerca del cambiamento attraverso la conoscenza.
Dalla tecnologia alla formazione, dall'impresa alla scuola, dal mondo ferroviario all'enogastronomia, dalla cultura del territorio all'Intelligenza Artificiale, ogni esperienza ha lasciato qualcosa che oggi confluisce nel mio modo di essere docente.
Non considero la formazione un traguardo raggiunto, ma un viaggio che continua.
Perché insegnare significa anche continuare a imparare.
E perché davanti a una scuola che cambia rapidamente, il compito dell'insegnante non è inseguire ogni nuova tecnologia, ma imparare a comprenderla, valutarla e trasformarla in un'opportunità educativa.
La mia visione, oggi, è racchiusa in un'idea semplice ma ambiziosa: costruire un ponte tra innovazione e umanità.
Un ponte capace di unire passato e futuro, tecnologia e cultura, competenza e creatività, tradizione e innovazione.
Il futuro della scuola non sarà determinato dalle tecnologie che sapremo utilizzare, ma dalle persone che riusciremo a formare attraverso di esse.